Ostara: le origini e i simboli

ostara-eostre-pasquaE’ tempo di primavera. La natura si risveglia dopo il lungo inverno. Il Sole inizia la sua corsa sempre più alto nel cielo, gli uccellini cinguettano allegramente, gli animali escono dal letargo. E’ la stagione degli amori e tutto attorno a noi e in noi prende vita e si rinnova, noi ci sentiamo più vivi, più carichi, pronti ad affrontare la vita con il sorriso sul viso. Sarà perché nonostante ormai abbiamo dimenticato quello che un tempo fummo, le stagioni portano pur sempre un cambiamento dentro di noi.

L’equinozio di primavera è il periodo in cui la luce del giorno e il buio della notte hanno la medesima durata, in tempi antichi i popoli erano soliti festeggiare questo giorno, dando una particolare importanza alla Dea che lo presiede, Eostre, da cui questa festa prende poi il nome Ostara.

L’etimologia di Ostara deriva da un’ antica divinità latina chiamata Eostra (simile a Flora, divinità Romana) a sua volta derivante dalla germanica Oster, la Stella dell’Est simbolo di Venere. Il mito narra che la Dea fu catturata dalla dolcezza di un coniglio che le offriva continuamente in dono uova coloratissime, la Divinità notando la perseveranza del bianco animale decise di immortalarlo nell’usanze di questo periodo, così l’Uovo, simbolo di fertilità, ed il Coniglio divennero i simboli della Primavera.

Le civiltà nordiche nel giorno di Ostara erano soliti danzare e banchettare, i cacciatori affilavano le loro armi, gli innamorati si deliziavano delle bellissime giornate di sole, i bambini correvano nei prati risanati dagli Dei, le donne gravide festeggiavano la loro futura maternità, tutto il Regno gridava la gioia del Ritorno.

Questa festività venne poi derubata ai popoli pagani e si trasformò in quella che conosciamo come festa cristiana, la Pasqua; dalla antica festività prese i simboli: l’uovo, l’agnello, il coniglio, i colori dell’arcobaleno e tutti i fiori primaverili. Ciò che non è stato riportato come simbolo, perché secondo i cattolici, simbolo del peccato, è il fallo eretto, che come la primavera simboleggiava la prosperità e la fecondità della Terra.

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