La mia esperienza con Hagith: portare l’amore duraturo dell’anima affine.

Salve sono Margaret, ed oggi vorrei raccontarvi la mia nuova esperienza fatta con lo spirito capo del pianeta Venere: Hagith ( si pronuncia Egith).

Data dell’evocazione: 5/12/2014
Data risultati visibili: 8/12/2014
Motivo dell’evocazione: portare l’amore duraturo dell’anima affine


Altare hagith evocazione amore anima affineDopo l’esperienza con il demone Dantalion,(vedi: La mia esperienza con il demone di Goetia, Dantalion), volevo riprovare a cercare l’anima affine con un nuovo spirito, uno spirito di livello superiore, per capire le loro tempistiche e sopratutto come operassero. Quindi stessa richiesta ma con uno spirito differente.

L’evocazione è riuscita al primo tentativo. Nell’evocarla ho sentito un calore alla testa, inoltre sotto mia richiesta di mostrarsi, ha creato dei cumuli di fumo più densi dai fumi dell’incenso. In cambio dell’amore dell’anima affine le ho promesso la mia devozione.
Il giorno dopo, esattamente il 6.12.2014, mi è stato affiancato un suo spirito servo, di nome Amac che a suo dire avrebbe operato in 4 mesi.

Riporto qui le stesse parole che ho appuntato mese per mese sul mio diario in modo tale da essere più precisa possibile nel raccontare la mia esperienza. Buona lettura.

8.12.2014
Amac, attraverso la tavola ouija mi ha fatto sapere che aveva ha già trovato la mia anima affine.

Sogni indotti da Amac 5.01.2015 (data in cui avrei dovuto accendere la candela per Hagith)
Primo scenario: Ho sognato che parlavo con mia sorella e le dicevo che dovevo accendere la candela per Hagith e chiedevo consiglio a lei se accenderla nell’ora di Venere la mattina o la sera.

Secondo scenario: Mi trovavo in una strada antica, in un’epoca diversa dalla mia. Ero con una persona, ma questa persona non la vedevo. Ci addentravamo in una stradina isolata. Io non ero convinta di voler proseguire, ma vedevo di fronte a me, poco più lontano, una terrazza che si affacciava sul mare e questo mi spingeva a voler proseguire. Nel mentre, mi voltavo indietro e vedevo tre uomini in bianco e nero con delle facce clandestine che non mi piacevano affatto, così decidevo di tornare indietro e ,prima di svoltare dietro la colonna dove c’era poi la stradina principale, vedevo un uomo alto, imponente quanto una statua, anzi era una statua di pietra. Era vestito bene con un capello. Inizialmente ne avevo paura, ma poi mi soffermavo a guardalo e mi trasmetteva solo una sensazione di soggezione, come se io a confronto fossi una piccola cosa. L’uomo senza guardarmi leggeva una data 1968.

Terzo scenario: Ero in una villa, una tenuta elegante. Una signora portava me e altre ragazze, che nel sogno non riuscivo a vedere, in una stanza piccola, insonorizzata da un imbottitura rossa a pagnotte. Al centro di questa stanza che era vuota, c’era dell’acqua “impacchettata” da una pellicola trasparente (tipo quella per alimenti) che copriva tutta l’acqua sottostante. Io mi sdraiavo e sotto di me l’acqua ondeggiava ma ovviamente non mi bagnavo, era come stare su un materasso ad acqua. Io decidevo di uscire perchè la stanza era troppo piccola e tra questa acqua cellofanata e la porta c’era una piccola minuscola piscina con dell’acqua vera ma bassa che io dovevo passare. Era troppo larga per poterla passare con un salto e così mi immergevo e ne uscivo completamente bagnata,nonostante l’acqua non mi arrivasse nemmeno alle caviglie. Ne uscivo nuda da quella stanza con indosso solo un asciugamano. Nel sogno pensavo che sarebbe stata perfetta come casa.

Quarto scenario: Ero sempre in quella casa, ma al suo esterno e cercavo una piscina calda. Ma ,sia quell’esterna che quella interna, era ricoperta di foglie secche dai colori autunnali. Entravo in una specie di sauna interamente circondata da vetri trasparenti. Li dentro si stava benissimo, al caldo e c’erano delle persone che versavano dell’acqua in un bicchiere, e l’acqua che versavano a contatto con l’atmosfera diventa solida, come gelatina. Ed io (essendo prevalentemente di un elemento di acqua) mi avvicinavo per versare anch’io l’acqua e poterla modellare. Ero felicissima di quella esperienza. C’era poi un ragazzo che aveva in mano una fontana dove ribolliva dell’acqua fredda e io con la mia energia cercavo di spingere l’acqua e farla uscire dal rubinetto. Cercavo e cercavo e alla fine ci riuscivo. Di tutto questo ringraziavo Hagith per il regalo offertomi e per avermi fatto vivere questa bella esperienza in mezzo al mio elemento. Ero finalmente serena e rilassata nel mio mondo, mi sentivo a casa.
Da li sulla mia destra c’era una piccola finestra che si affacciava in uno spogliatoio di uomini. Vedevo un ragazzo, dalle belle labbra carnose che si faceva la barba. Ed io pensavo che era molto sexy e molto “uomo”. Una voce mi diceva: “Vedi è lui”. La faccia del ragazzo poi si sformava e diventava con un mento molto più pronunciato. Gli uomini uscivano dallo spogliatoio ed erano amici del mio amico che gioca a rugby.

Quinto scenario: mi ritrovavo in un era antica con indosso un abito del ‘700.

Amac mi ha confermato che la serie di sogni erano stati indotti da lui. L’uomo statua era lui e la data era importante e me la dovevo ricordare perché riguardava in qualche modo la mia anima affine. Il ragazzo del sogno che vedevo nello spogliatoio è la mia anima affine. Pratica sport.

Sogno 04.03.2015

Un altro sogno da parte di Amac sulla mia anima affine:

Ero con mia sorella e mio cognato e ci stavamo recando dalle vie del porto, in un ufficio lì vicino. Come sempre c’era il mare mosso che arrivava fino alla strada e noi cercavamo di non bagnarci. Arrivati all’ufficio, che aveva un cancello bianco, mia sorella suonava e dal citofono a videocamera ci dicevano che avevano bisogno che inserissimo un tesserino. Mia sorella per fare prima e non inserire tutti i tesserini decideva di entrare solo lei e consegnare i documenti per tutti e tre. Uscita dall’ufficio, mi diceva: “Peccato che non sei venuta con me perché c’era la tua anima affine”.  Invece di seguire la strada che avevamo percorso all’andata prendevamo un altra strada e ci ritrovavamo a seguire una guida e un gruppo di persone che faceva vedere la città  ed un monumento che io non vedevo. La strada dunque era bloccata ed io dicevo: “Ritorniamo indietro perchè la strada è bloccata non ci faranno passare”. Così cercavamo di tornare indietro ma ovviamente non ci ritrovavamo più sulla strada che avevamo percorso ed io dicevo a mia sorella: “Non dovevamo fare la strada dritta perchè prima abbiamo girato”. In cuor mio sapevo che mi stavo recando verso la mia anima affine. Ci ritrovavamo a percorrere un lungo vialetto di campagna, sulla destra vedevo il mare agitato e alcune persone che ci nuotavano e dicevo: “Guarda hanno un pezzo di mare solo per loro”. Proseguendo sempre sulla destra vedevo dei campi da tennis e mia sorella diceva che quello sicuramente era un club privato, di quelli che entri solo se sei socio. Ancora più avanti c’erano dei fiori, un bellissimo e soleggiato e primaverile campo. Si stava benissimo sotto il tepore del sole e noi indugiavamo a sentire l’odore dei fiori. C’era un fiore in particolare fatto di una retina di paglia, assomigliava ad una rosa ma era molto aggrovigliata ed io pensavo che ogni petalo si intricasse nell’altro, notavo anche che mio cognato e mia sorella avevano visto insieme lo stesso fiore ed io pensavo che erano davvero due anime affini. Proseguivamo su quel vialetto e ci ritrovavamo in una sala di attesa, tipo aeroporto. Dietro al vetro c’era un ragazzo, io però non lo vedevo bene, fino a quando mia sorella mi diceva: “Vedi quello è la tua anima affine, vedilo bene che poi te lo devi ricordare”. Il campo visivo si restringeva solo su di lui; era in piedi dietro al “bancone-scrivania” e dava i biglietti alla gente. Il ragazzo era pelato, ed io cercavo di vedere i dettagli del suo viso: aveva le sopracciglia nere, gli occhi neri profondi ed incavati, le labbra carnose e ben disegnate. Il suo viso era magro, mi pareva di vedere un mento lunghissimo con il pizzetto, però poi guardavo meglio ed aveva un viso ben fatto. Il ragazzo usciva da dietro il bancone ed indossava una maglia bianca a maniche lunghe aderentissima e quasi trasparente dove si notavano tutti i suoi muscoli che erano gonfi, ed io dicevo a mia sorella” Anche questo è palestrato”. I suoi muscoli prima erano enormi e poi piano piano prendevano una forma più adeguata ma sempre muscoli allenati in palestra. Il sogno terminava con me che mi chiedevo se fosse realmente lui la mia anima affine perché non mi aveva degnato di uno sguardo.

06.04.2015
Sogno indotto da Amac
In un sogno dove l’argomento era del tutto diverso, dicevo a mia sorella che uno spirito aveva una comunicazione con noi.
Prima agli occhi della mente si presentavano delle lettere, poi su un foglio, con la mia scrittura, scritto in penna blu c’erano delle parole: per anima gemella- esoterismo (ed io pensavo che forse la mia anima affine era interessato all’esoterismo) -ballo (li pensavo che sabato devo andare a ballare con dei miei amici e forse lì lo avrei incontrato) .
Ho chiesto conferma ad Amac, dice che probabilmente sabato lo incontrerò, ma non è sicuro. Ha aggiunto anche che abbiamo amici comuni cioè quelli con cui devo uscire.

05.06.2015
Sogno indotto da Amac (non chiesto all’inizio la conferma)
Ho sognato che qualcuno mi diceva che la mia anima affine si muove di continuo per lavoro o altro ed è difficile da “acchiappare” e io dicevo di farmi mandare l’amicizia su Facebook che è più semplice.
Il 30 maggio 2015 il ragazzo pur non avendo amici in comune mi ha mandato l’amicizia su“Facebook”.

Il 7 giugno sono uscita con un ragazzo. Quattro giorni dopo per curiosità ho chiesto ad Amac se fosse lui l’anima affine ed ha confermato per ben 4 volte.

CHIARIMENTI e CONCLUSIONI
La data 1869 corrisponde ai numeri della sua data di nascita 9.06.89.
Il fatto che lo vedessi con il mento lungo è perché ha il naso pronunciato.
Gli occhi nel sogno sono gli stessi della realtà, anche le sopracciglia e le labbra.
Non è rasato.
Lo spogliatoio era collegato al fatto che lui gioca a calcio.
Il fatto che fosse palestrato (ma non tanto quanto il sogno) è perché va assiduamente in palestra.

Il ragazzo è lo stesso che mi fece sognare lo spirito di Goetia Dantalion

28.08.2016
Ad oggi il rapporto prosegue a gonfie vele.

RITUALE RIUSCITO ALLA GRANDISSIMA. GRAZIE HAGITH ED AMAC.

2 pensieri su “La mia esperienza con Hagith: portare l’amore duraturo dell’anima affine.

    • Buongiorno, per l’anima gemella il discorso diviene molto più complesso, in ogni incarnazione abbiamo un’anima affine( anche più di una delle volte) diverso per l’anima gemella che è unica (al di là dell’attuale incarnazione). Di conseguenza l’anima gemella non sempre viene incontrata in ogni incarnazione ( dipende dall’evoluzione ) . L’incontro è karmico e deve rispettare di conseguenza le giuste tempistiche.

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